Message in a bottle

Message in a bottle

Alberi

2 commenti

Vorrei innanzitutto ringraziare boh!, Rifugio e pecorella per i commenti al precedente post. Ho tratto da tutti delle idee interessanti per scrivere qualcosa. Però ci devo pensare.
Oggi vorrei trattare un argomento “defatigante”, apparentemente banale, ma non troppo: gli alberi sono esseri viventi al punto da percepire la cura che le persone hanno di essi?
I miei nonni abitavano in campagna e quindi avevano tanti alberi di ogni tipo, specialmente da frutto. Quando l’estate passavo qualche giorno con loro trovavo bellissimo mangiare le albicocche, le prugne, i melograni appena colti. Ci avvicinavamo, guardavamo l’albero e i suoi frutti. Questa era la nostra sola cura per quegli alberi. Che io sappia, i miei nonni non effettuavano alcuna potatura e nemmeno li innaffiavano perchè bastava l’acqua piovana.
I miei nonni poi sono morti e la casa è finita disabitata (sigh!). Quando passo da quelle parti, mi giro sempre a guardare quegli alberi e la cosa strabiliante è che non hanno più frutti! E non riesco a capire il motivo, ma solo a immaginarlo, a intuirlo in qualche modo.
A casa, poi, ho un piccolo giardino in cui mio padre piantò tre alberi di limoni. Per anni sono rimasto indifferente perchè non posso dire che siano dei limoni dolcissimi e profumati (come quelli di Sorrento, per intenderci).
Ad un certo punto, però, ho iniziato ad apprezzare le qualità di questo frutto e mi sono ricordato di avere qualcosa in giardino, l’unico frutto che non devo comprare al supermarket. Ho iniziato allora a guardare questi alberi molto spesso, ad innaffiarli, a prendere degli accorgimenti contro la siccità (famosa quella di due estati fa…). Ho preso l’abitudine di mangiare qualche limone di tanto in tanto e di andare a coglierli di persona. Devo dire che questi alberi sono sempre rigogliosi e la cosa strana è che quelli di mio zio, che ha un giardino adiacente al mio, non danno più i frutti che davano in passato. Ecco, non so spiegarmi queste cose, però ora riesco a capire un concetto che qualcuno mi disse anni fa e cioè: “Se tu guardi un albero e vedi solo un albero, non hai visto un albero. Se tu guardi un albero e vedi un miracolo, allora hai visto un albero”. Buona giornata!

Silence

3 commenti

Silenzio su Donna Manager,
silenzio sulla mia vita.
Tutto tace,
il cellulare è rotto,
gli sms arrivano in ritardo,
alcuni non arrivano per niente.
E tanto vale spegnerlo…
Un virus informatico cancella alcuni post,
o forse è entrata un pò di acqua nella bottiglia.
Passano le emozioni,
restano solo i ricordi.
Attimo nuovo, vita nuova, emozioni nuove.
Carpe diem, allora!
La bottiglia corre nel mare, il mare della vita.
Chi la prenderà?
Sarà presa?
Solo le stelle le fanno compagnia e talvolta la luna,
ma la luna e le stelle non hanno sentimenti
e allora la bottiglia rimane lì,
ad emanare i suoi raggi luminosi sull’acqua.
Passano i pesci ma non la toccano,
sanno che dentro ci sono dei sogni
e loro non sono capaci di sognare.
Ci sono delle pergamene dentro,
sono scritte in un linguaggio diverso e non tutti possono capirlo.
Sembra una fiaba, una bellissima fiaba d’altri tempi.

L’altra sera, in una delle interminabili discussioni tra amici, uno di loro mi ha sorpreso dicendomi: “Ci ho riflettuto abbastanza e alla fine ho dedotto che il tempo non esiste. Se ci pensi, è solo una convenzione umana per gestire meglio i ritmi della vita. Sarebbe impossibile, infatti, vivere senza orari. L’età, poi, è relativa perchè l’invecchiamento è un processo biologico diverso da persona a persona, ognuna delle quali ha un suo ritmo di vita”.
A dir la verità, il mio amico ha colto qualcosa che mi sta facendo pensare.
In effetti, come mai ci sono persone per così dire anziane che non ti danno mai l’impressione di essere vecchie ed altre, giovani, che invece ti mettono tristezza, noia o maliconia?
Sono poi le esperienze personali a cambiare qualcosa dentro di noi, a renderci più maturi, più consapevoli di noi stessi, di ciò che siamo e di ciò che aspiriamo ad essere? Oppure solo il passare del tempo (qualora esso esista, perchè a questo punto ho il dubbio…) è già di per sé un motivo di maturazione perchè consente alla persona di maturare in ogni caso?

Non riesco mai a capire perchè l’uomo non riesce più a trovare se stesso. Che sia colpa della civiltà delle immagini in cui siamo immersi?
Ci bombardano modelli di comportamento artificiosi e fallaci e siamo chiamati ad omologarci, pena l’esclusione dalla norma.
E allora se una ragazza non è bella come quelle della pubblicità non vale niente, se non può scoprire l’ombelico è una diversa. Se l’uomo non ha una casa come i suoi amici è un fallito, se non si va in vacanza idem….
Qualcosa mi sfugge, sento che l’uomo è troppo condizionato e sta perdendo di vista se stesso.
Non si fa più la domanda: “Chi sono io e dove sto andando? Cos’è realmente importante per me? Quali sono le mie priorità nella vita?”.
E sembra essere sballottato quà e là dagli eventi, dai pareri altrui, da un mondo costruito a tavolino e pronto a sgretolarsi non appena arrivi la prima tempesta.
L’uomo, insomma, sta perdendo il carattere.
E insieme ad esso perde il senso di responsabilità, dimenticando che ogni giorno è unico e quel tempo non tornerà mai più.
Forse dà fastidio pensare, dà fastidio leggere un libro. La lettura induce a pensare ed il proprio pensiero a volte è la cosa più fastidiosa perchè permette alla coscienza di risvegliarsi dal torpore e dal letargo in cui è immersa.
Il risveglio, ripeto, implica l’assunzione di responsabilità.
Ma si sa, noi vogliamo sognare e dormire un altro pò.